L’assunzione di acido folico da parte delle donne in gravidanza sarebbe in grado di ridurre il rischio di autismo nei bambini. A questa conclusione è giunto uno studio norvegese pubblicato sulla rivista Journal of American Medical Association (Giornale dell’associazione medica americana). La sostanza, che andrebbe somministrata alle gestanti quattro settimane prima della concepimento e durante le prime otto settimane di gravidanza, abbatterebbe il pericolo del 40%.L’acido folico, noto anche come vitamina B9, è un elemento indispensabile al buon funzionamento dell’organismo, che riguarda soprattutto la sintesi del dna e il rinnovamento delle cellule. Se la donna incinta ne è carente, cresce il rischio di malformazione del sistema nervoso per il feto. Per ovviare a tele inconveniente, da oltre dieci anni la direzione generale francese della sanità raccomanda alle future mamme di assumere 400 microgrammi al giorno di questa sostanza un mese prima del c! oncepimento e nelle due settimane successive.Gli scienziati norvegesi hanno esaminato un campione di 85 mila bambini. La presenza di autismo nei bimbi appartenenti al gruppo di madri che non avevano assunto acido folico era superiore del 40% rispetto all’altro gruppo. I ricercatori hanno precisato che si sa da molto tempo che questa vitamina è indispensabile al buon sviluppo del cervello del feto e, al contrario, che una sua carenza potrebbe essere associata all’autismo. Questi risultati permetteranno alla sanità pubblica d’Oltralpe di intervenire con politiche mirate.L’ultima inchiesta francese, condotta nel 2010, aveva evidenziato che soltanto un quarto delle donne incinte assumeva compresse di acido folico. Ma la vera questione, sottolinea il ginecologo parigino Jacky Nizard, riguarda la necessità di farlo prima del concepimento, mentre la maggior parte delle donne lo fa unicamente nel periodo successivo. È innanzitutto un problema di informazione alle dirette interessa! te. Tutti gli operatori sanitari, argomenta Nizard, devono essere sensibilizzati, dagli specialisti ai medici generici. Se è vero che l’assunzione di acido folico non elimina la patologia dell’autismo, è altrettanto vero che è possibile ridurre la percentuale di bambini che ne sono colpiti. Ma l’importante è arrivare in tempo. Una soluzione sarebbe quella di fornire le informazioni alle donne presso i centri di pianificazione familiare.