Il comitato “L’autismo parla” è nato a Palermo alla fine dell’ottobre del 2009.

In seguito alla sospensione dei servizi e degli interventi terapeutici destinati a circa 700 bambini autistici presso l’ospedale cittadino ”Aiuto Materno”, non solo i genitori dei piccoli fino ad allora in cura, ma anche i familiari dei soggetti che di tale servizio avevano con successo già usufruito, si sono uniti nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni locali su un dramma che, statistiche alla mano, colpisce circa 1 bambino ogni 100-120, con una netta prevalenza dei maschi rispetto alle femmine, pari a circa una ogni quattro. In Sicilia ci sono circa 5000 autistici, 1800 dei quali solo a Palermo e provincia.

Il comitato chiedeva e chiede a gran voce la riattivazione dei servizi sospesi, ma soprattutto l’applicazione immediata delle “Linee guida della rete assistenziale per i soggetti autistici” emanata il 23 febbraio 2007, con Decreto Assessoriale e pubblicata sulla GURS n.9. Tale normativa prevede la presa in carico totale dei soggetti autistici per l’intero ciclo di vita, differenziandone il percorso terapeutico per età e profilo funzionale.

Il Centro per la diagnosi e il trattamento intensivo precoce dell’Autismo presso l’Aiuto Materno di Palermo era nato in conformità con tale normativa e costituiva l’applicazione delle “prime righe” di tali disposizioni, prendendo in carico i bambini autistici. Una “goccia nell’oceano” che dava ai genitori la possibilità di conoscere l’autismo, guidati da uno staff eccezionale costituito da una neuropsichiatra, psicologi, pedagogisti, logopedisti non solo professionalmente preparati sulle metodologie accreditate a livello internazionale (ABA, CAA, PECS, TEACCH), ma anche umanamente sempre disponibili ad ascoltare, confortare, istruire mamme e papà duramente provati dalla “perdita” del figlio che fino a quel momento avevano visto crescere in modo normale.

La lotta contro lo spreco del denaro pubblico, la politica dei tagli indiscriminati, la logica della riorganizzazione e del riassetto della Pubblica Amministrazione al fine del risparmio a tutti i costi hanno duramente e ingiustamente colpito centinaia di bambini autistici e le loro famiglie, famiglie che hanno voluto rompere il muro del silenzio, per rivendicare uno dei diritti fondamentali sancito dalla Costituzione Italiana, il diritto alla salute, evidentemente leso nelle persone dei propri figli.

Siamo e con orgoglio affermiamo che saremo sempre un comitato, non un’associazione, perché ciò che chiediamo non sono finanziamenti, ma servizi. Crediamo, infatti, che il privato sociale serio è quello che lavora per rendere più forti i servizi pubblici in sinergia con le istituzioni, non quello che, togliendo risorse in cambio di servizi spesso poco qualificati, favorisce quegli sprechi di denaro pubblico che hanno prodotto come naturale conseguenza i dolorosi “tagli”, di cui oggi i nostri figli stanno subendo le conseguenze.